

Ristorante
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Il ristorante
Nel tessuto gastronomico di Torino, questo ristorante occupa uno spazio preciso e riconoscibile: quello della cucina piemontese praticata senza scorciatoie, con metodi che rimandano a una tradizione ancora viva e tangibile. La fascia di prezzo media lo rende accessibile a chi cerca qualità autentica senza rinunciare alla quotidianità del pasto fuori casa. L'atmosfera è quella di un locale che ha costruito la propria identità nel tempo, dove la sala racconta più anni di servizio che di arredamento recente. Una clientela affezionata e una gestione attenta al dettaglio completano il quadro di un posto che sa bene cosa vuole essere.
In tavola si trovano i piatti che definiscono la cucina piemontese nella sua sostanza: preparazioni elaborate secondo metodi tradizionali, senza adattamenti alla moda del momento. Il Piemonte porta con sé un repertorio preciso e rigoroso, dai tajarin al sugo d'arrosto ai bolliti, dal fritto misto alle verdure in bagna cauda, e la cucina di questo ristorante attinge a quel repertorio con la coerenza di chi lo conosce dall'interno. Una cucina per chi vuole riconoscere nel piatto qualcosa di familiare, non inseguire qualcosa di nuovo.
La cucina piemontese non è mai stata una cucina di semplificazione. Richiede tempo, materie prime trattate con rispetto, tecniche che si imparano per osmosi più che per studio. In una Torino che negli ultimi decenni ha visto moltiplicarsi i format gastronomici di ogni tipo, c'è ancora spazio per chi sceglie di non correre: per chi mette il bollito sul fuoco al mattino e aspetta, per chi prepara la bagna cauda con le acciughe giuste e l'aglio di Caraglio, per chi non considera la tradizione un limite ma un punto di partenza.
Questo ristorante è nato, presumibilmente, da una di quelle scelte silenziose e tenaci: proporre ai torinesi, e a chi arriva a Torino, una cucina che non ha bisogno di spiegarsi troppo. Nel tempo, la sala ha preso la forma di un luogo vissuto, segnato dal passaggio di chi è tornato più volte. I piatti in carta riflettono un lavoro di selezione continua all'interno del repertorio regionale, non una corsa all'ampliamento: quello che rimane è lì perché funziona, perché racconta qualcosa di vero sul territorio.
Nel panorama gastronomico torinese, un locale così svolge un ruolo specifico: tenere viva la memoria di una cucina che rischia di diventare folklore se non la si pratica ogni giorno con serietà. Non un museo, ma un posto dove quella cucina continua a esistere come fatto quotidiano, con la normalità di una tavola apparecchiata e un piatto portato in sala.
Il nostro menù
Antipasti
vitello tonnato
polpo con patate
Primi Piatti
gnocchi alla bava
fettuccine al cinghiale
Secondi Piatti
bistecca ai ferri
tonno ai ferri
Contorni
insalata