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Ricette›Piemonte›Tajarin piemontesi

Tajarin piemontesi

Pasta e CerealiPiemonte
Tempo di preparazione90 min
DifficoltàMedia
Tajarin piemontesi
Tajarin piemontesi 2
Tajarin piemontesi 3

Ingredienti

Tempo di preparazione: 1 ora e 30 minuti
Tempo di cottura: 2–3 minuti
Difficoltà: media
Porzioni: 6 persone

Ingredienti (per 6 persone)

Pasta fresca dei tajarin

  • 400 g di farina 00

  • 8 tuorli d’uovo

  • 2 uova intere

  • 1 pizzico di sale

Condimento classico piemontese

  • 80 g di burro

  • foglie di salvia fresca

  • Parmigiano Reggiano grattugiato q.b.

Variante tradizionale al ragù (opzionale)

  • 300 g di carne di manzo macinata

  • 200 g di carne di maiale macinata

  • 1 carota

  • 1 costa di sedano

  • 1 cipolla

  • 1 bicchiere di vino rosso

  • olio extravergine d’oliva q.b.

  • sale e pepe q.b.

Procedimento

Come fare i tajarin piemontesi fatti in casa

Impasto

  1. Disporre la farina a fontana su una spianatoia.

  2. Aggiungere tuorli, uova intere e un pizzico di sale.

  3. Impastare energicamente fino a ottenere un composto liscio, elastico e omogeneo.

  4. Avvolgere e lasciare riposare 30–40 minuti.

Stesura della sfoglia

  1. Stendere la pasta molto sottile, quasi trasparente.

  2. La sfoglia deve essere elastica ma non secca: questo è il punto chiave dei tajarin perfetti.

Taglio

  1. Arrotolare delicatamente la sfoglia.

  2. Tagliare strisce sottilissime con coltello affilato.

  3. Srotolare i tajarin e lasciarli asciugare leggermente.

Cottura

  1. Cuocere in abbondante acqua salata per 2–3 minuti.

  2. Scolare delicatamente senza romperli.

Condimento

  1. Saltare con burro fuso e salvia oppure con ragù piemontese.

  2. Servire subito con Parmigiano Reggiano.

Consigli dello chef (livello professionale)

Per ottenere tajarin perfetti come nelle Langhe:

  • La sfoglia deve essere sottilissima: è la vera firma della ricetta

  • Non eccedere con la farina durante la stesura: indurisce la pasta

  • Il riposo dell’impasto è fondamentale per elasticità e lavorabilità

  • Cuocere in acqua abbondante per evitare che si attacchino

  • Scolare e condire subito: i tajarin perdono rapidamente struttura

Errori da evitare

  • sfoglia troppo spessa → risultato pesante

  • troppi minuti di cottura → pasta sfatta

  • impasto troppo asciutto → difficoltà nel taglio

Descrizione

Tajarin piemontesi: ricetta originale delle Langhe (pasta all’uovo sottilissima)

Introduzione

I tajarin piemontesi sono una delle massime espressioni della cucina delle Langhe: una pasta all’uovo sottilissima, dal colore intenso e dalla consistenza setosa, ottenuta grazie a un impasto ricco di tuorli.

Più che una semplice pasta fresca, i tajarin rappresentano un rito domestico piemontese, legato alle domeniche, alle feste e ai pranzi importanti. Ogni sfoglia racconta una tradizione antica, in cui pochi ingredienti diventano un piatto elegante e profondamente identitario.

Sono oggi tra le ricette piemontesi più cercate online, soprattutto nelle varianti con ragù o tartufo bianco d’Alba.

Cosa sono i tajarin e perché sono diversi dagli altri formati

I tajarin (detti anche tagliolini piemontesi) sono una pasta lunga e sottilissima tipica di Langhe e Monferrato.

Il nome deriva dal dialetto piemontese “tajarin” o “tagliarini”, che indica la pasta tagliata fine a mano.

La loro caratteristica distintiva è l’alto numero di uova rispetto alla farina, che li rende:

  • più gialli rispetto ai normali tagliolini

  • più ricchi e saporiti

  • estremamente delicati in cottura

Differenza tra tajarin, tagliolini e fettuccine

  • Tajarin piemontesi: sottilissimi, molto ricchi di tuorli, tipici del Piemonte

  • Tagliolini: più standard, diffusi in tutta Italia, meno uova

  • Fettuccine/tagliatelle: più larghe e strutturate, tipiche dell’Emilia-Romagna

I tajarin sono quindi una pasta “di lusso contadino”, nata quando le uova erano un ingrediente prezioso.

Origine dei tajarin: storia della cucina piemontese

I tajarin nascono nelle campagne del Piemonte meridionale, tra Langhe e Monferrato, come piatto delle grandi occasioni.

In passato venivano preparati soprattutto:

  • nelle domeniche in famiglia

  • nei matrimoni e nelle feste contadine

  • durante la stagione del tartufo bianco

L’uso abbondante di tuorli rifletteva una cucina ricca ma domestica, legata alla disponibilità delle uova nelle cascine.

Oggi sono uno dei simboli della pasta fresca piemontese tradizionale, serviti sia nelle trattorie storiche sia nella ristorazione gourmet.

Varianti della ricetta

  • Tajarin al burro e salvia: versione più tradizionale delle Langhe

  • Tajarin al ragù piemontese: carne mista cotta lentamente

  • Tajarin al tartufo bianco d’Alba: la versione più pregiata e iconica

  • Versione rustica contadina: con sughi di selvaggina

  • Versione moderna leggera: meno tuorli e condimenti più semplici

Abbinamenti consigliati

I tajarin richiedono vini piemontesi strutturati ma equilibrati:

  • Barolo DOCG

  • Barbera d’Alba Superiore

  • Nebbiolo delle Langhe

Per versioni delicate:

  • Roero Arneis

Contorni ideali:

  • verdure grigliate

  • insalate semplici di stagione

  • antipasti leggeri piemontesi

Conservazione

  • In frigorifero: 1 giorno, ben coperti

  • In congelatore: da crudi, separati su vassoio e poi in sacchetti

  • Non conservare dopo la cottura

La freschezza è essenziale per preservare la qualità della pasta.

Valori nutrizionali indicativi (per porzione)

  • Calorie: 480–650 kcal

  • Proteine: 18–25 g

  • Grassi: 18–28 g

  • Carboidrati: 55–70 g

Valori variabili in base al condimento scelto.

Storia e curiosità dei tajarin

I tajarin sono nati come pasta delle feste nelle campagne piemontesi, quando le uova rappresentavano un ingrediente prezioso e non quotidiano.

Per questo motivo venivano preparati solo nelle occasioni importanti, diventando simbolo di abbondanza e convivialità.

Nelle Langhe sono storicamente legati anche alla stagione del tartufo bianco d’Alba, con cui creano uno degli abbinamenti più iconici della gastronomia italiana.

Ancora oggi rappresentano una delle espressioni più autentiche della cucina piemontese tradizionale.

 

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