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Ricette›Friuli-Venezia Giulia›Il Goulash friulano

Il Goulash friulano

Secondo piatto· Secondo di carneFriuli-Venezia Giulia
Tempo di cottura1 ora e 50 minuti
DifficoltàMedia
Porzioni4 persone
Il Goulash friulano

Ingredienti

Per lo stufato

  • Manzo per stufato (cappello del prete o muscolo) 800 g
  • Cipolla bionda 400 g (circa 3 medie)
  • Paprika dolce 2 cucchiai colmi
  • Paprika affumicata 1 cucchiaino
  • Concentrato di pomodoro 1 cucchiaio
  • Vino rosso corposo 150 ml
  • Brodo di carne 300 ml
  • Strutto (o olio di semi) 40 g
  • Aglio 2 spicchi
  • Foglie di alloro 2 n°
  • Semi di cumino 1 cucchiaino
  • Sale q.b.
  • Pepe nero q.b.

Per accompagnare

  • Polenta gialla bramata 300 g
  • Acqua per la polenta 1,2 l
  • Sale q.b.

Procedimento

  1. Tagliare la carne a cubetti di circa 4 cm di lato, eliminando le parti di grasso eccessivo. Asciugarla bene con carta da cucina e tenerla da parte a temperatura ambiente per almeno 20 minuti prima di cuocerla.
  2. Affettare finemente le cipolle. In una casseruola dal fondo spesso, sciogliere lo strutto a fuoco medio e far appassire le cipolle con un pizzico di sale per circa 20 minuti, mescolando spesso, fino a quando diventano morbide, traslucide e leggermente dorate.
  3. Aggiungere l'aglio tritato e i semi di cumino, rosolare per 1 minuto. Togliere la casseruola dal fuoco, attendere 30 secondi e unire la paprika dolce e quella affumicata, mescolando rapidamente per non bruciarle.
  4. Rimettere la casseruola sul fuoco, aggiungere il concentrato di pomodoro e mescolare per 1 minuto. Unire i cubetti di carne e farli rosolare a fuoco vivace per 5-6 minuti, girandoli su tutti i lati.
  5. Sfumare con il vino rosso e lasciare evaporare la parte alcolica per 3-4 minuti. Aggiungere le foglie di alloro e il brodo caldo, portare a ebollizione.
  6. Abbassare la fiamma al minimo, coprire con il coperchio lasciato leggermente socchiuso e cuocere a fuoco lento per 1 ora e 45 minuti, mescolando di tanto in tanto. La carne deve risultare tenera e il sugo denso.
  7. A fine cottura, regolare di sale e pepe. Preparare la polenta nel frattempo: portare l'acqua salata a ebollizione, versare la farina a pioggia mescolando continuamente e cuocere per il tempo indicato sulla confezione (di solito 40-50 minuti per la bramata tradizionale).
  8. Servire il goulash ben caldo sulla polenta fumante, eliminando le foglie di alloro prima di impiattare.

Consigli dello chef

La riuscita del goulash friulano dipende in larga misura dalla cipolla: deve cuocere a lungo e a fuoco dolce, fino quasi a sciogliersi nel grasso, perché sarà lei a dare corpo e dolcezza naturale al sugo finale. Non abbreviate questo passaggio.

La paprika non va mai aggiunta a fuoco alto: brucia in pochi secondi e sviluppa un sapore amaro che compromette l'intero piatto. Togliete sempre la casseruola dal fuoco prima di aggiungerla e mescolate rapidamente. Usate paprika di qualità, preferibilmente ungherese o spagnola, in confezione non troppo vecchia: il pigmento e l'aroma decadono rapidamente una volta aperta.

Per la carne, scegliete tagli ricchi di collagene come il muscolo, il cappello del prete o la guancia: si sciolgono nella cottura lenta e cedono gelatina al sugo, rendendolo naturalmente denso senza bisogno di addensanti. Non rosolate la carne eccessivamente prima di aggiungere i liquidi: in questo stufato la carne non deve fare crosticina, ma amalgamarsi al soffritto di cipolla durante la cottura.

Descrizione

Il goulash friulano è uno stufato di manzo a cottura lenta, profumato di paprika e cotto fino a ottenere una salsa densa e avvolgente. È il piatto che racconta meglio di ogni altro la posizione di confine del Friuli-Venezia Giulia, terra dove la cultura gastronomica mitteleuropea si è intrecciata con quella italiana per secoli, lasciando tracce profonde nel modo di cucinare e di stare a tavola. Non è il gulyás ungherese nella sua forma originaria, né una semplice imitazione: è una versione addomesticata e radicata, che nelle trattorie di Trieste, Gorizia e dell'entroterra friulano ha trovato una propria identità distinta.

Si tratta di un piatto da stagione fredda, servito tradizionalmente nei mesi autunnali e invernali, spesso accompagnato da polenta gialla o da canederli sodi che assorbono il sugo denso e rosso. Il profilo gustativo è intenso e leggermente pungente, con la paprika dolce e affumicata che domina senza coprire il sapore della carne, ammorbidita da una lunga cottura che la rende tenera e succosa. Il vino rosso del Carso o del Collio che entra nella preparazione lascia una nota di corpo e profondità. È un piatto da condivisione, legato all'osteria e alla convivialità di fine giornata.

Varianti della ricetta

Il goulash friulano conosce alcune varianti significative, legate soprattutto all'area geografica e all'uso familiare.

  • Versione triestina: più vicina alla tradizione asburgica, prevede l'aggiunta di maggiorana fresca o secca e talvolta una punta di aceto di vino per bilanciare la dolcezza della cipolla. È servita spesso con il pane di grano saraceno o con i knödel.
  • Versione con selvaggina: in alcune zone dell'entroterra friulano, soprattutto in Carnia, il manzo è sostituito dal cinghiale o dal cervo, con una cottura ancora più lunga e l'aggiunta di bacche di ginepro e vino rosso tannico del Friuli Colli Orientali.
  • Versione con peperoni: in alcune famiglie si aggiungono peperoni rossi a dadini insieme alla cipolla, avvicinando il piatto alla ricetta ungherese originale e ammorbidendo ulteriormente il sugo.
  • Versione in bianco: rara ma presente, senza concentrato di pomodoro e con brodo di carne in quantità maggiore, dal sapore più delicato e con la paprika come unica nota cromatica dominante.

Abbinamenti consigliati

Il goulash friulano, con la sua intensità aromatica e la grassezza dello stufato, chiede abbinamenti robusti e di carattere.

  • Terrano del Carso: vino rosso autoctono tannico e acido, dalla nota ferrosa e terrosa, taglia la grassezza dello stufato e dialoga con la paprika in modo armonioso.
  • Refosco dal Peduncolo Rosso dei Colli Orientali: più morbido del Terrano, con frutti rossi maturi e un finale leggermente amarognolo che pulisce il palato tra un boccone e l'altro.
  • Blauburgunder (Pinot Nero) del Collio: per chi preferisce un abbinamento più elegante e meno rustico, con tannini setosi e profumi che non sovrastano le spezie del piatto.
  • Birra artigianale lager di tipo pilsner friulana: l'effervescenza e l'amaro del luppolo sgrassano il palato e bilanciano la dolcezza della cipolla nella salsa.

Conservazione

  • Conservare il goulash raffreddato in un contenitore ermetico in frigorifero per un massimo di 3 giorni.
  • Riscaldare a fuoco basso in casseruola, aggiungendo un mestolo di brodo caldo se il sugo si fosse addensato troppo durante il riposo.
  • Il goulash si congela bene: porzionarlo in contenitori monouso, congelare fino a 3 mesi. Scongelare lentamente in frigorifero per 12 ore prima di rigenerarlo.
  • La polenta va preparata fresca al momento del servizio. Se avanzata, può essere conservata separatamente e riutilizzata grigliate o fritta il giorno successivo.

Valori nutrizionali indicativi

per porzione

  • Calorie: circa 520 kcal (con porzione di polenta inclusa)
  • Proteine: 38 g
  • Carboidrati: 42 g
  • Grassi: 18 g
  • Fibre: 4 g
  • Sodio: 620 mg
  • Valori indicativi, possono variare in base agli ingredienti.

Storia e origini

La storia del goulash in Friuli-Venezia Giulia è inseparabile da quella dell'Impero austro-ungarico. Quando Trieste era il principale porto dell'Impero e Gorizia una città di confine cosmopolita, i flussi di persone, merci e abitudini alimentari creavano una cucina ibrida e vitale. Il gulyás ungherese, nato come piatto dei mandriani della Grande Pianura magiara e poi nobilitato nelle cucine viennesi dell'Ottocento, arrivò nelle trattorie e nelle case friulane attraverso i soldati, i funzionari e i mercanti che percorrevano le rotte dell'Impero.

Nel passaggio dalla cucina mitteleuropea a quella friulana, il piatto subì adattamenti significativi: lo strutto prese il posto del lardo ungherese, il vino rosso locale entrò nella cottura, la polenta di mais sostituì le patate tipiche della versione originale. Con il Novecento e il passaggio della regione all'Italia, il goulash rimase nel repertorio delle osterie triestine e goriziane come segno tangibile di un'eredità culturale che il confine politico non riuscì a cancellare. Ancora oggi, nei mesi freddi, è uno dei piatti più ordinati nelle trattorie dell'entroterra friulano.

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